F F Tribuna Libera: Considerazioni politiche

martedì 31 maggio 2011

Considerazioni politiche


Ultim'ora (fuori tema)

Ricordate lo strano cartello che avevamo segnalato l'altro giorno sul blog?



L'HANNO TOLTO.

e poi dicono che non leggono i blog...


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"SCUOLA" e non "SQUOLA"

Un'amica mi ha inviato questa foto di un cartello affisso al Comune di Ceglie.

Da notare il tocco di bianchetto "correttore".

E meno male che si parla di "scuola" .........


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CONSIDERAZIONE POLITICHE


Chi ha vinto le elezioni amministrative? A Milano ha vinto Giuliano Pisapia, candidato indipendente e sostenuto alle primarie da Sel. Primarie che aveva vinto clamorosamente, battendo il candidato del PD.

A Napoli è stato eletto sindaco Luigi De Magistris. Ha vinto con un’alleanza Idv e Rifondazione comunista più una lista civica, rifiutando l'apparentamento, al secondo turno, con PD e SeL. Paradossalmente, proprio senza il loro apparentamento, ha ottenuto un risultato clamoroso: 66%, i due terzi dei voti.




DOMANDE


Ma chi ha vinto davvero? Hanno vinto i candidati sindaco? Hanno vinto i partiti del centrosinistra? Il risultato è un “segnale” con valore nazionale per le prossime politiche?

Ho l’impressione che sia necessario “ribaltare” la questione. Intanto i risultati dei candidati sindaco vincitori non sempre hanno rispecchiato il consenso dei partiti che li sostengono. Non sono più i partiti che guidano i processi (basti guardare il caso di Milano dove il PD è primo partito con il 28% dei voti ma alle primarie il suo candidato è stato travolto da Pisapia candidato da Sel e ciò nonostante il partito di Sel si attestato ad un deludente 4.70%). A Napoli, come già scritto, il candidato congiunto di PD e Sel non è arrivato neanche al ballottaggio.

Pur nella vittoria, il Pd dovrebbe innanzitutto trarre alcune conclusioni: da un bel po’ di tempo, da Milano fino alla Puglia, i candidati proposti dal PD vengono sconfitti alle primarie a vantaggio di altri candidati ritenuti dagli elettori più convincenti (e che poi vincono le elezioni). Paradossalmente, però, i partiti che hanno sostenuto i candidati vincitori ottengono poi in termini percentuali, risultati deludenti.

Probabilmente quindi il problema è che i partiti hanno perso la capacità di rappresentare la società e vengono “by-passati” da quei candidati che riescono a “parlare” direttamente con gli elettori. Un elettorato ormai sempre più “mobile” e “avanti” rispetto alle dinamiche e alle logiche dell’appartenenza di partito. E non credo che abbia influito molto la trasformazione delle elezioni (voluta da Berlusconi) in una sorta di referendum sulla sua persona e sul suo governo. La gente ha sostanzialmente votato un sindaco per la propria città. Tra l’altro il sistema elettorale per le Camere non prevede il voto al candidato premier ma solo alle singole liste di partito bloccate. Quindi l'effetto "candidato" è relativo.



Senza dimenticare che, spesso, gli elettori votano più “contro” qualcuno che “per” qualcuno (candidati o liste). Potremmo dire che, a Milano, più che aver vinto Pisapia, hanno perso la Moratti e cinque anni di governo del centrodestra. Così come, a Napoli, più che aver vinto De Magistris, hanno perso allo stesso tempo il centrodestra di Cosentino e Lettieri e il centrosinistra di Bassolino e soci. Pensare che il 66% dei napoletani siano diventati sostenitori di Idv e di Rifondazione comunista mi sembrerebbe una conclusione un po’ardita e sostanzialmente superficiale.

Su questo i partiti dovrebbero riflettere, partendo soprattutto da un ricambio della loro classe dirigente. Molti “reperti archeologici” dovrebbero fare un gesto di generosità, facendo un passo indietro. Ma difficilmente i partiti lo faranno, visti i precedenti.

E infine bisognerebbe riflettere anche su cosa sono le coalizioni oggi. Qualcuno parla di una futura grande alleanza con PD, Sel, Idv, Udc e centristi, Rifondazione comunista e cespugli vari. Ma è davvero proponibile una specie di nuova “Unione” ulteriormente allargata? E come voterebbe in Parlamento in caso di vittoria? Ve l’immaginate come sarebbe stata affrontata la crisi libica, o qualunque emergenza di politica estera o di sicurezza internazionale, da una coalizione così variopinta e contraddittoria? Ciò che la terrebbe insieme sarebbe solo l’anti-berlusconismo. E abbiamo già visto com’è andata a finire la precedente Unione.

PROCESSI STORICI

Ma se, come pare, il berlusconismo si avvia sul viale del tramonto, cosa accadrà ai suoi oppositori? Cosa terrà insieme la sinistra radicale, i dipietristi, il PD, i moderati, i grillini e tutta la “carovana” multicolore una volta mancando il “nemico” comune? Probabilmente un’uscita di scena del Cavaliere provocherebbe un “terremoto” politico nel centrodestra ma ancor di più nell’attuale centrosinistra, con una scomposizione degli attuali poli e la ricomposizione più omogenea su altre basi e con nuovi leaders. Un nuovo processo storico così come quello avviato con la discesa in campo di Berlusconi nel ’94.

Quel che è certo è che il bipolarismo fondato sugli attuali principali partiti (Pd e Pdl) – e in cui, a destra e sinistra, si cerca di mettere insieme tutto e il contrario di tutto - ha ricevuto il colpo definitivo.


Le differenze cegliesi



Consentitemi un’ulteriore riflessione: tornando al nostro piccolo, quali sono le analogie tra il centrosinistra nazionale e quello di Ceglie? Difficile rispondere.

Il PD messapico pare non dare più segni di vita. E’ senza un segretario politico dalla scorsa estate, non si sa se è stato fatto un tesseramento, non si sa chi lo guida, l’unico riferimento, sul territorio comunale, resta il consigliere comunale Gianfreda che sta conducendo insieme agli altri consiglieri del centrosinistra un’opposizione attenta all’attuale amministrazione. Ma il partito è sostanzialmente in stato vegetativo, congelato.

E la differenza tra la Sel nazionale e quella cegliese? Non sapremmo, l’unica certezza è che la Sel, a Milano e in tutta Italia, ha sostenuto i candidati del centrosinistra contro quelli del centrodestra. Su Ceglie non abbiamo dati certi.


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